Quando il cane ha troppo caldo: i segni non evidenti di surriscaldamento che non gridano aiuto

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Sappiamo tutti che il respiro pesante e la lingua a penzoloni sono i classici segnali di calore in un cane.

Ma il vero pericolo spesso si nasconde sotto la maschera di sintomi meno pronunciati che possono essere facilmente scambiati per stanchezza o irritabilità, riporta .

Un animale che improvvisamente inizia a scavare compulsivamente nel terreno alla ricerca di strati freschi di terra ha già superato la soglia del benessere.

Il suo corpo mobilita tutti i modi di raffreddamento di riserva, perché non ci sono quasi ghiandole sudoripare sul corpo. Il prossimo campanello d’allarme è l’improvvisa iperattività o, al contrario, la letargia, quando il cane non sente i comandi ed è disorientato.

La lingua e le gengive passano dal rosa al rosso vivo, per poi diventare pallide o addirittura bluastre: si tratta di un segnale di pericolo che richiede un intervento immediato. La pelle dietro le orecchie e l’inguine diventa secca e calda al tatto, in contrasto con la percezione comune di un naso sempre umido come indicatore di salute.

I veterinari notano uno strano sguardo “vitreo” e un battito cardiaco accelerato che può essere percepito semplicemente appoggiando il palmo della mano sul petto. La nausea e il rifiuto di bere acqua è un sintomo paradossale ma pericoloso, che indica l’inizio di un colpo di calore e di un’intossicazione generale.

Le razze con struttura cranica brachicefala – carlini, bulldog – sono un gruppo particolarmente a rischio a causa di problemi respiratori congeniti. Per loro, un’ombra di trenta gradi può già essere pericolosa, e una normale passeggiata a mezzogiorno diventa una prova di sopravvivenza.

L’autore ha imparato dalla sua amara esperienza con un cane da montagna bernese che l’asfalto, riscaldato durante il giorno, continua a emanare calore anche molto tempo dopo il tramonto. Ora il percorso serale si svolge solo sull’erba e nella borsa c’è sempre una ciotola di silicone pieghevole.

Le azioni di soccorso devono essere competenti: non bagnare mai l’animale con acqua ghiacciata. Un improvviso cambiamento di temperatura provoca un vasospasmo e aggrava la condizione. Impacchi freschi (non freddi!) su testa, collo, interno cosce e abbondante acqua fresca sono l’algoritmo corretto.

Prevenire è sempre più facile che curare. I cani a pelo lungo possono beneficiare di una toelettatura tempestiva, ma non “sottopelo”, che lasci uno strato protettivo di peli. Una struttura di asciugamani bagnati gettati sopra un recinto ventilato creerà un sistema di raffreddamento evaporativo.

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