Come il corpo ricorda tutte le offese: perché le rimostranze non espresse vivono nei muscoli e nell’aspetto

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Sembra che abbiate fatto pace, che vi siate anche abbracciati, ma la spalla si tende ancora quando lui la tocca e lo sguardo scivola involontariamente sui suoi occhi.

Il corpo è un cronista onesto di tutte le lamentele e le mezze verità non dette, riporta .

Non sa mentire e immagazzina i blocchi muscolari, gli schemi di respirazione e le microtensioni come prova di conflitti incompiuti. La psicosomatica relazionale non è una metafora ma una realtà fisiologica.

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Il cortisolo, l’ormone dello stress rilasciato durante una discussione, cambia letteralmente la chimica del corpo. Se la riconciliazione è stata superficiale e il nocciolo del conflitto non è stato risolto, il corpo rimane in stato di allerta, impedendo il ritorno del vero relax e della fiducia.

Gli esperti di terapia centrata sul corpo consigliano di iniziare la guarigione non con nuove conversazioni, ma con pratiche che ristabiliscano il contatto corporeo. Yoga insieme, lunghe passeggiate tenendosi per mano, semplici massaggi: tutto ciò che aiuta il sistema nervoso a riassociare la presenza di un partner non con la minaccia, ma con la sicurezza e il piacere.

L’esperienza personale di coppie uscite da una serie di conflitti difficili dimostra che, dopo una riconciliazione profonda e sincera, spesso si desidera abbracciarsi a lungo in silenzio. Non si tratta solo di un’emozione, ma di un bisogno fisiologico di “sovrascrivere” la memoria corporea, di dare al sistema nervoso un nuovo ancoraggio: questa persona è ora una fonte di pace.

Ignorare il linguaggio del corpo porta al fenomeno della “pace fredda”. Si è d’accordo a parole, ma l’intimità non torna perché il corpo ricorda il vecchio dolore e non permette di aprirsi.

La guarigione richiede tempo e pazienza: ogni gesto gentile e consapevole aiuta a costruire un nuovo ponte sul vecchio abisso. Quando finalmente i vostri corpi si rilassano l’uno nell’altro, vi rendete conto che è avvenuto il vero perdono.

Non vive nel ricordo o nelle parole, ma nel battito tranquillo di due cuori, nella sincronizzazione del respiro, nella capacità di toccarsi di nuovo senza l’ombra della tensione precedente. E questo è l’indicatore più sincero del fatto che siete di nuovo una squadra.

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